Diete di Adattamento Profondo: senza carne o autosufficienza?

Professore Jem Bendell
Stratega ed educatore sul cambiamento sociale e organizzativo, ora focalizzato sull’Adattamento Profondo (Deep Adaptation)

Diete di Adattamento Profondo: senza carne o autosufficienza?
Pubblicato il 15 aprile 2020 da jembendell (Trad. di Marta Dorigo Salamon e rev. Glauco Venturi, versione originale https://jembendell.com/2020/04/15/deeply-adapting-diets-meat-free-or-self-sufficiency/)

L’Adattamento Profondo è un contesto utile per lo sviluppo personale in questi tempi difficili se viene visto come un invito per ognuno di noi a considerare i cambiamenti nelle nostre vite, piuttosto che una serie di risposte o comportamenti imposti. Questo perché siamo in situazioni altamente incerte, complicate, in rapida evoluzione in cui qualsiasi desiderio di essere certi, corretti e di impatto potrebbe derivare da un ego in preda al panico che risponde alla percezione del rischio esistenziale. Dal mio punto di vista, questa prospettiva è importante da mantenere nel momento in cui si considera la nostra dieta e quella degli altri.

L’impatto della consapevolezza di un’imminente disgregazione nella società porta a molte risposte diverse. Un’area della nostra vita che può cambiare è la nostra relazione con il cibo. Alcune persone cercano di coltivare di piu’ e di fare meno affidamento sui sistemi agricoli industriali. Altre persone decidono di mangiare meno carne e latticini o rinunciarvi del tutto. Dato che il problema della dieta a volte porta a scambi accesi sulle piattaforme di Adattamento Profondo (Deep Adaptation), che riflette discussioni vivaci su questo argomento nella vita delle persone, mi è stato chiesto alcune volte di condividere la mia prospettiva in merito, in particolare in relazione al profondo adattamento ai cambiamenti climatici . Qui condivido alcuni pensieri iniziali, così come le mie scelte su questo tema. Nel condividere questi punti di vista, non sto suggerendo che questa sia una posizione ufficiale sulla dieta del Deep Adaptation Forum – siamo un gruppo eterogeneo di persone che sta esplorando i molti modi per incarnare e consentire approcci gentili alla nostra situazione. Pertanto, ho invitato altre due prospettive in materia, la proprietaria di una fattoria Jane Dwinell e il vegano Jonathan Leighton, che condivido alla fine di questo post.

Nel tempo ho trovato molte ragioni per il vegetarianesimo o il veganismo: salute, ambiente, compassione e persino giustizia sociale. Quando le persone discutono la questione del vegetarianesimo o del veganismo di persona o online, l’espressione delle opinioni può diventare accesa e portare ad affermazioni esagerate da entrambe le parti. Non è né sbagliato né pericoloso sostenere il veganismo, né è sbagliato o pericoloso mettere in discussione quella posizione. Capisco che molte persone che scelgono di essere vegetariani o vegani, possano provare profondo dolore per la sofferenza degli animali e sono stati ignorati per anni. Capisco anche come alcune persone possano sentirsi attaccate personalmente per le loro scelte, quando sentono sostenitori del vegetarianesimo o del veganismo. Qualunque siano le nostre opinioni e scelte attuali sulla dieta, possiamo evitare di incolpare le persone per qualsiasi nostra risposta emotiva quando sentiamo le persone esprimere le loro opinioni su questo argomento. Se ne siamo infastiditi, non è né colpa loro né un motivo per ignorare il problema di cui stanno parlando.

E’ bene essere interessati a ridurre le nostre impronte ecologiche e fare qualunque cosa per rallentare il cambiamento climatico, anche se ciò potrebbe essere inefficace a causa di punti di non ritorno naturali. Il vegetarianesimo e il veganismo sono rilevanti per ridurre le emissioni di carbonio. Alcuni alimenti animali in particolare, principalmente la carne di manzo da animali alimentati con cereali, hanno un’impronta ecologica alta. Altri animali hanno impronte di carbonio molto più basse. In alcuni casi, forse avere i propri polli potrebbe portare a basse impronte di carbonio relative alla dieta (qualora ciò significasse meno importazioni da tutto il mondo, ad esempio di soia). Qualcosa che tutti potremmo fare ora è ridurre in modo massiccio – o completo – il nostro consumo di carne rossa e di latte e ridurre anche il consumo di altri prodotti a base di carne. Per essere coerenti in merito alla questione della riduzione della nostra impronta ecologica, possiamo anche cercare fonti locali di frutta e verdura. Può anche essere utile incoraggiare gli altri a prendere in considerazione tali cambiamenti e fare una campagna per ottenere modifiche nelle pratiche commerciali e legislative, come ad esempio la tassa sul carbonio, al fine di incoraggiare cambiamenti significativi. Tuttavia, la riduzione della propria impronta ecologica non è l’argomento principale quando si guarda all’Adattamento e all’Adattamento Profondo; quindi discutere o sostenere il vegetarianesimo o veganesimo a tale scopo non è direttamente rilevante per la nostra valutazione su come ridurre i danni di fronte al collasso della società .

Vorrei passare ora a ciò che e’ rilevante in particolare per l’Adattamento Profondo (Deep Adaptation). Penso che alcuni dei motivi principali per cui il vegetarianesimo e il veganesimo siano considerati, adottati, promossi e rilevanti per l’adattamento e l’Adattamento Profondo includano quanto segue.

Innanzitutto, stiamo prefigurando le nostre diete future. Alcuni di noi potrebbero rinunciare a diete che non saranno disponibili quando le società industriali di consumo inizieranno a crollare. Ci saranno meno carne e prodotti lattiero-caseari rispetto a ciò che la maggior parte della gente mangia oggi, data la dipendenza dell’industria della carne e dei latticini dalle catene di approvvigionamento estese e dagli input energetici elevati. Ma le rotture sociali significheranno anche una minore disponibilità di determinati alimenti trasformati che rendono il vegetarismo e il veganesimo una scelta , in questo momento, più semplice per molte persone. Potremo in futuro contare su integratori di vitamine, minerali e olii? Forse no. Pertanto, una dieta profondamente adattata sarà specifica del luogo e potrebbe includere alcuni pesci, carne e latticini (o prodotti correlati).

In secondo luogo, si sta riducendo la domanda prima dell’interruzione. Il cambiamento climatico rende probabile, forse inevitabile, che il mondo sarà testimone delle cadute nella produzione di grano. Le riserve globali di grano sono previste attualmente per solo pochi mesi e, al momento, circa la metà del nostro grano e’ utilizzata per gli animali. Inoltre, fino a tre quarti della produzione globale di soia viene utilizzata per l’alimentazione animale. Man mano che i cambiamenti climatici interromperanno sempre più il nostro sistema alimentare, sarà importante, in periodi di crisi, distogliere i cereali e la soia dalla produzione di carne. Inoltre, per ridurre le perturbazioni generali dovute a tali impatti climatici, sarebbe utile ridurre le attuali dimensioni dell’industria della carne e dei latticini. Tuttavia, dati i livelli di persone malnutrite nel mondo, non stiamo assistendo ad un’efficace distribuzione del cibo per soddisfare le esigenze di base, né all’interno dei paesi né tra di loro. Pertanto, ridurre le forniture ai settori della carne e dei latticini non porterà necessariamente ad un migliore nutrimento a livello globale.

Terzo, la salute. Cercare di essere il più sani possibile per evitare la malattia può significare, per molte persone nelle società moderne con accesso a buone opzioni alimentari, mangiare molta meno carne e latticini di quanto non sia attualmente la norma. Ciò non si applica a tutti, poichè alcune persone hanno particolari esigenze dietetiche o non trovano le fonti di nutrizione di qualità a prezzi accessibili senza carne o latticini. Pesce, uova e miele sono un’altra questione, in quanto non presentano problemi per la salute come puo’ rappresentare un consumo elevato di carne e latticini. Alcune forme di consumo di carne presentano anche rischi per la diffusione di particolari malattie, come i mercati di animali selvatici che entrano in contatto con i pipistrelli (il modo in cui molto probabilmente si scatenano le epidemie di coronavirus nell’uomo). Questo è un problema relativo alle procedure e ai regolamenti per l’industria della carne, oltre che al consumo stesso di carne.

In quarto luogo, la riduzione della sofferenza. Man mano che si diventa più consapevoli della nostra comune mortalità e della nostra limitata capacita’ di ottenere progressi nelle cose a cui teniamo, in particolare in relazione ai cambiamenti climatici, molte persone desiderano ridurre il proprio coinvolgimento in qualsiasi sofferenza, di qualsiasi vita umana o di altro genere. Alcune persone sperimentano questo come uno spostamento verso una maggiore gentilezza ed amorevolezza verso tutta la vita senziente, sia umana che non umana. Alcune persone iniziano a spostare la loro prospettiva lontano dagli esseri umani come centro della realtà (antropocentrismo) e rispettano ed apprezzano maggiormente la natura e le sue varie forme di vita. Per loro, diventare maggiormente o totalmente vegetariani o vegani sembra un’espressione di chi sono mentre affrontano la situazione in cui si trova ora l’umanità . Se motivati in questo modo, le persone possono essere preoccupate dal numero di animali che soffrono, piuttosto che dall’impronta ecologica di un tipo di carne rispetto ad un altro.

Potrebbero esserci altri motivi per cui il vegetarianismo e il veganesimo si relazionano all’Adattamento Profondo (Deep Adaptation) e sono interessato a sentirli. I quattro motivi che ho elencato sopra non sono gli unici problemi quando si considerano le implicazioni dietetiche dell’Adattamento Profondo. Passiamo ora ad alcuni aspetti che si pongono qualora la rimozione della carne sia l’approccio migliore dopo tutto.

Innanzitutto, al momento ci sono molte persone malnutrite nel mondo – circa un miliardo. Questo peggiorerà . Le persone povere e malnutrite devono poter accedere al nutrimento, in qualunque forma possano trovarlo. In molti casi ciò significa che otterranno un po’ di cibo da carne, pesce, uova e latticini. E’ importante, essenziale, che le persone non lascino che i loro privilegi attuali modellino il modo in cui comprendono ciò che è meglio o peggio quando affronteremo il collasso sociale. Inoltre alcune persone che non sono povere possono avere condizioni di salute o di costituzione che comportano un bisogno di pesce, carne o latticini per stare bene.

In secondo luogo, molte persone sceglieranno un percorso per sviluppare la propria resilienza alla rottura della società , cercando di essere più autosufficienti nella produzione alimentare. In molti casi alcuni animali saranno coinvolti nei loro sforzi. Inoltre, alcune persone potrebbero aumentare le scorte di cibo, in caso di interruzione della normale produzione e commercio. Dall’inizio della pandemia di Covid19 e la crescente interruzione della normale produzione e distribuzione di alimenti, questo tipo di “preparazione” è più diffuso. Anche i vegetariani possono considerare di includere alcune scatolette di pesce e carne tra queste scorte, per fornire una gamma di opzioni, dato che non sappiamo come le nostre diete verranno interrotte.

Per i motivi di cui sopra, incluso il non voler predeterminare un percorso per l’Adattamento Profondo (Deep Adaptation), per la decolonizzazione del nostro pensiero e la non pretesa che un’azione possa eludere i giochi di potere nelle società fornendo una soluzione, non sostengo che per la mitigazione o l’adattamento al clima si dovrebbe mirare a far diventare tutto il mondo vegetariano o vegano. Tuttavia, rispetto profondamente le persone che scelgono quella dieta e fanno campagna per aumentare le persone vegane e vegetariane, oltre che proporre politiche per scoraggiare il consumo di carne e prodotti lattiero-caseari, in particolare quelli che vengono prodotti in cattive condizioni e con costi ambientali elevati.

E io? Per gli ultimi 5 mesi sono stato vegetariano, a parte alcuni pasti a base di carne o pesce. E’ stato abbastanza facile per me farlo, poichè ho i fondi e la disponibilità di un buon cibo vegetariano, nonchè l’accesso a vari integratori. Sono aperto ad ulteriori cambiamenti nella mia dieta, in particolare con i latticini a causa della loro connessione con l’industria della carne, e ho acquistato uova da galline ruspanti. Continuerò a mangiare pesce circa due volte al mese, oltre a prendere integratori di olio di pesce, a causa di alcune preoccupazioni che ho in merito alla mia salute. Sono aperto a saperne di più ed a cambiare in futuro, ma per ora ho anche fatto scorta di una dozzina di scatolette di sardine da conservare tra le mie scorte in questo preoccupante periodo di pandemia. Mangio miele e in questo momento non sono d’accordo con l’idea che sia sbagliato farlo.

Mi rendo conto che alcuni lettori potrebbero essere delusi dal fatto che non promuovo il veganesimo più fortemente o, al contrario, alcuni lettori potrebbero pensare che sia una distrazione da questioni più urgenti. Alcune persone potrebbero persino pensare che tutto questo sia intriso di scelte personali. Cito queste reazioni, poichè a volte emergono quando questo argomento viene discusso sul gruppo Facebook di Deep Adaptation. Ho riflettuto sulla grande reattivita’ su questo argomento per un po’ e ho deciso che non possiamo ignorare tali argomenti per evitare disaccordi in questo momento. Perchè tutto cambierà nelle nostre vite nel prossimo futuro. Il modo in cui ci rivolgiamo l’uno all”altro mentre ci prepariamo e poi ci muoviamo attraverso un collasso nel nostro modo di vivere è la chiave. E’ per questo che ci siamo concentrati sul tornare sempre al rispetto, alla curiosità ed alla compassione quando discutiamo di qualsiasi problema o scelta. Detto questo, possiamo anche condividere le nostre opinioni. Quindi, per essere molto chiaro…

Mentre adattate profondamente la vostra dieta, se potete farlo fisicamente e finanziariamente, vi consiglio di considerare di mangiare meno pesce, carne e prodotti lattiero-caseari, e di procurarvene una parte – e tutte le uova – da fonti etiche e sostenibili. Vi consiglio anche di pensare e spiegare alle persone le vostre scelte dietetiche e (come me) di provare a rimanere rilassati durante tali conversazioni! Potete anche leggere come mangiare in modo sano con una dieta prevalentemente a base vegetale, cosa che ho iniziato a fare.

Grazie per aver letto quanto sopra. Questo è un argomento controverso per molte persone. Non ho una visione fissa o finale sull’argomento. Pertanto, ho invitato una risposta di un vegano e di un non vegano, per condividere le loro opinioni sulla dieta e sull’Adattamento Profondo (Deep Adapation). Innanzitutto, Jane Dwinell, che è una delle moderatrici del gruppo Facebook di Positive Deep Adaptation. In secondo luogo, il dott. Jonathan Leighton, fondatore e direttore dell’Organizzazione per la Prevenzione della Sofferenza Intensa (Organisation for the Prevention of Intense Suffering – OPIS). Ho imparato dalle loro testimonianze e spero che le troverete stimolanti. Se lavorate su questo argomento, considerate la possibilità di coinvolgere il Gruppo Alimentare ed Agricolo della rete dei professionisti Deep Adaptation.

Da Jane Dwinell:

“Per oltre quarant’anni sono stata una contadina autosufficiente, prima in campagna e poi in città . Nell’arco di questi anni, ho acquisito molte abilità tra cui come costruire case a basso consumo energetico, vivere off-grid, riparare beni per la casa, fare educazione parentale, usare le erbe per la salute e coltivare il mio cibo.

Da 45 acri ad un grande cortile in città , ho coltivato in modo biologico tutte le nostre verdure, frutta ed erbe. Ho preservato i nostri raccolti in molti modi: inscatolamento, congelamento, essiccazione, stagionatura, conservazione in salamoia, fermentazione, salatura e affumicatura. Raccoglievo piante selvatiche, di solito con bambini al seguito: bacche, prugne selvatiche, mele, radice di bardana e foglie di tarassaco. E i loro fiori giallo brillante per il vino.

Abbiamo anche allevato animali per carne e uova. Avevamo una moltitudine di galline (Rhode Islands Reds) per le uova e includevamo un gruppo di pulcini destinati alla carne. Vivevano in chicken tractor (pollaio mobile) e trascorrevano le loro giornate felici spostandosi in tutto il campo, mangiando e fertilizzando mentre razzolavano. Nostra figlia adorava le galline, aveva una piccola impresa di uova e spesso mostrava gli esemplari preferiti in fiera. E quando era il momento di ucciderli, lei e suo padre li prendevano, li uccidevano e li spiumavano, ringraziando mentre lo facevano. A me restava riordinarli e prepararli per il congelatore.

Avevamo anche dei maiali, ed erano un impegno. Intelligenti ed impertinenti, uscivano sempre dal recinto che veniva spostato attraverso il campo, così fertilizzavano dovunque andassero. Più di una volta, sono riusciti ad entrare in casa e dovevo convincerli a tornare al loro recinto. Quando veniva il giorno della macellazione, di solito in una fredda giornata autunnale, mentre affillavo i coltelli ringraziavo piangendo. Quando emergevo con pentole, padelle e coltelli, trovavo i maiali pelati e sventrati su un tavolo in attesa che io dividessi i loro corpi in diversi tagli di carne. Lavavo i loro denti, cuocevo a fuoco lento le teste, e facevo gli scrapple [pezzi di carne di maiale stufati con farina di mais].

Spalmavo i prosciutti e la pancetta con lo sciroppo d’acero, e poi li affumicavo con il legno di melo. Trasformavo il grasso in strutto. Nessuna parte dell’animale andava sprecata.

Il ciclo della vita. Avevamo dato a questi animali una vita meravigliosa e loro ci davano fertilizzanti e cibo.

Non allevo più la mia carne, ma ne ho ancora il rispetto che avevo allora. Ora compro e consumo solo carne, uova e prodotti lattiero-caseari allevati localmente ed in modo sostenibile. So che questo è un privilegio. Posso permettermelo e mi piace sostenere i miei agricoltori locali. Quando arriva il collasso – cavolo!-quando arriva COVID-19 – sono grata che nel Vermont (USA) abbiamo una forte filiera alimentare locale.

Gli esseri umani sono sempre stati onnivori. Mangiavano ciò che era a loro disposizione. Lavoravano insieme per cacciare e raccogliere cibo. Poi è stata inventata l’agricoltura. Quindi l’agricoltura industriale. Con il collasso e l’adattamento, il ciclo si inverte. L’agricoltura industriale – di animali o piante – sparira’ per prima con la sua forte dipendenza dai combustibili fossili. Quindi avremo l’agricoltura e faremo del nostro meglio per raccogliere ciò di cui abbiamo bisogno. Ciò includerà gli animali poichè abbiamo bisogno del loro fertilizzante e delle proteine fornite dalla loro carne. Ho provato a raccogliere legumi, cereali e semi e non è facile. Ho visto il raccolto di un anno scomparire in un temporale.

Un giorno potremmo dover tornare a cacciare e raccogliere. Neanche questo sarà facile. Conosco i cibi che si possono raccogliere e so pescare, ma non ho ancora imparato a cacciare. Vedo uno scoiattolo grigio grande e grosso fuori dalla mia finestra e mi chiedo se verrà il giorno in cui dovrò capire come ucciderlo per mangiare qualcosa. Nel frattempo, coltivo ciò che posso, acquisto ciò che non posso e ringrazio per tutto.”

Da Jonathan Leighton:

“Vorrei prima chiarire che per me il veganesimo non riguarda la purezza o il tentativo di affermare la superiorità morale su chiunque. Si tratta di cercare di avere un impatto e ridurre la quantità di sofferenza causata dal mio stile di vita. Perfino la Vegan Society usa l’espressione “per quanto possibile e praticabile”. Ciò che possiamo realisticamente fare dipende dalle circostanze e, anche dal punto di vista di un vegano, la perfezione può essere nemica del bene.

Penso che sia importante che quando prendiamo decisioni sul nostro stile di vita e sulla nostra dieta, ci ricordiamo che gli animali sono esseri senzienti capaci di soffrire molto e che la libertà di fare ciò che si desidera ha dei limiti quando quella libertà provoca danni inutili agli altri. Penso che la maggior parte di noi sia d’accordo sul fatto che l’agricoltura industriale sia barbara e provochi sofferenze enormi. Maiali e polli tenuti in piccole gabbie soffrono tanto quanto un cane esposto alle stesse condizioni, e i macelli sono case di orrore dove gli animali aspettano terrorizzati di essere uccisi. Le quantità di carne attualmente consumate non potrebbero essere raggiunte senza operazioni così intensive.

Ma anche in caso di collasso della società, penso che non dovremmo prendere alla leggera la decisione di ferire un altro essere senziente (https://medium.com/@jonleighton1/for-a-compassionate-rebellion-against-extinction-c29b0d384bd2). Il potere della non violenza come modello per il futuro dipenderà dalla coerenza con cui la applicheremo. Nonostante i fallimenti della nostra attuale civiltà , abbiamo fatto passi da gigante nel spostare l’attenzione dall’aspetto dalle caratteristiche esteriori (ad esempio il colore della pelle, i tratti sessuali, le abilità ) all’esperienza interiore (com’e’ la vita per quell’individuo?) e nell’espandere gradualmente la nostra cerchia di preoccupazione morale fino ad includere i non umani. Spero che continueremo con questo progresso etico anche se le condizioni peggioreranno.

Vorrei quindi sollecitare affinche’ facessimo scelte dietetiche informate partendo dalla compassione e affinche’ prendessimo in considerazione l’entità effettiva della sofferenza causata dalle nostre azioni. Sostituire la carne bovina con il pollo può essere migliore per l’ambiente, ma potrebbe significare la sofferenza di molti piu’ animali. Sarebbe meglio ignorare i miti popolari sul veganesimo ed esplorare come poter soddisfare i nostri bisogni nutrizionali e prosperare con una dieta equilibrata a base vegetale – per quanto possibile e praticabile.

Charles Eisenstein chiede in un nuovo saggio: “Dobbiamo diventare esperti di sopravivvenza o aiutanti? A cosa serve la vita?” L’Adattamento Profondo è un movimento pacifico basato sull’autenticità . Possiamo allinearci al meglio con questi principi cercando di applicarli nel modo più universale possibile.”

La pagina OPIS sull’alimentazione a base vegetale fornisce informazioni dettagliate sull’alimentazione e collegamenti a fonti affidabili per saperne di più: https://www.preventsuffering.org/eating/

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