L’Amore nell’Adattamento Profondo – Una filosofia per il Forum della Deep Adaptation

Sempre piu’ persone stanno iniziando a capire la situazione in cui ci troviamo, dove il rapido cambiamento climatico minaccia il futuro delle nostre societa’ – e perfino delle nostre specie.
Centinaia di migliaia di persone hanno scaricato lo studio sull’Adattamento Profondo e migliaia si sono aggiunti al gruppo di Facebook. Il Deep Adaptation Forum e’ un modo per permettere a questo interesse di divenire utile collaborazione.
Come persone che cominciano a lavorare con i nostri colleghi e discutono su cosa possa essere “l’Adattamento Profondo” (e cosa non e’), desideriamo rendere chiare alcune idee che sono state espresse in maggiori dettagli altrove.
L’Adattamento Profondo si riferisce al cambiamento personale e collettivo che puo’ aiutare a prepararci per – e vivere con – un collasso delle nostre societa’ indotto da cambiamenti climatici.
Diversamente dal lavoro Mainstream sull’adattamento al cambiamento climatico, non si presume che il nostro corrente sistema economico, sociale e politico puo’ essere resiliente di fronte al rapido cambiamento climatico.
Quando usiamo il termine ‘collasso sociale’, ci riferiamo alla non prevista fine dei nostri attuali modi di sussistenza, riparo, sicurezza, piacere, identita’ e significato. Altri potrebbero preferire il termine Crollo della societa’ facendo riferimento allo stesso processo.
Consideriamo questo processo inevitabile perche’ il nostro punto di vista e’ che l’umanita’ non sara’ in grado di rispondere globalmente abbastanza rapidamente per proteggere le nostre catene alimentari da un clima caotico. Le persone che considerano che il collasso sociale o il breakdown sia possibile, probabile o gia’ in divenire, sono anche interessate all’Adattamento profondo.
Quattro domande guidano il nostro lavoro sull’Adattamento Profondo all’interno del forum:
  • Resilienza: a cosa diamo maggior valore, cosa vogliamo mantenere e come? {Resilienza: cosa apprezziamo di più, cosa vogliamo mantenere e come?}
  • Rinuncia: cosa abbiamo bisogno di lasciare andare in modo da non peggiorare le cose?
  • Restaurare: cosa potremmo riportare per aiutarci in questi tempi difficili?
  • Riconciliazione: con cosa e con chi dovremo fare pace mentre ci risvegliamo alla nostra comune mortalita’?
Queste domande invitano all’esplorazione dell’Adattamento Profondo della nostra situazione climatica al fine di sviluppare sia la preparazione al collasso che alla trascendenza del collasso.
  • La preparazione al collasso comprende le misure mentali e materiali che contribuiranno a ridurre i disagi alla vita umana – rendendo possibile una fornitura equa delle prime necessita’ come cibo, acqua, energia, sistemi di pagamenti e servizi sanitari.
  • Trascendenza del Collasso si riferisce ai cambiamenti psicologici, spirituali e culturali che possono consentire a più persone di sperimentare una maggiore equanimità* verso future interruzioni e la probabilità che la nostra situazione sia fuori dal nostro controllo. [*calma mentale, calma e uniformità di carattere, soprattutto in una situazione difficile.]
L’incertezza e la mancanza di controllo sono aspetti chiave della nostra situazione; non sappiamo se ciò che facciamo rallenterà i cambiamenti climatici e il collasso sociale o se ridurrà i danni su vasta scala.
Ci sembra probabile che molti moriranno giovani e che potremmo morire prima di quanto ci aspettassimo. Questo non significa che noi non cercheremo di rallentare la picchiata ed ammorbidire la caduta – e imparare da tutta l’esperienza.
Una cosa che i rapidi cambiamenti climatici possono aiutarci ad imparare è la distruttività delle nostre illusioni sulla realtà e ciò che è importante nella vita.
La chiave di questa illusione è l’enfasi che molti di noi attribuiscono alle nostre identità separate. Fin dalla nascita ci hanno insegnato ad essere “altri” dalle altre persone e dalla natura. Spesso presumiamo che altre persone siano meno preziose, intelligenti o etiche di noi. O presumiamo di sapere cosa pensano. Lo giustifichiamo in molti modi, usando storie di nazionalità, genere, moralita’, sopravvivenza personale o semplicemente essendo “troppo impegnati”.
In maniera analoga, siamo stati incoraggiati a vedere la natura come separata da noi. Quindi non abbiamo considerato i fiumi, il suolo, le foreste e i campi come una parte di noi stessi. Nel loro insieme, questo ‘rendere altro’ le persone e la natura, significa che abbiamo smorzato ogni sentimento di connessione o empatia a tal punto da poter giustificare sfruttamento, discriminazione, ostilità, violenza e consumo sfrenato.
Questo rendere “altro” delle persone e della natura è qualcosa che nasce dall’abitudine umana di mappare e controllare la realtà nel tentativo di sentirsi più sicuri o migliori. In parte, questa abitudine deriva dal nostro senso di separazione, il che può anche significare che percepiamo quasi costantemente una minaccia in tutto ciò che ci circonda.
Crediamo che stiamo entrando in un periodo in cui ci saranno più disagi e meno capacità di controllare, o di pensare o di fingere che possiamo controllare.
La nostra preoccupazione è che in risposta a questa situazione, alcune persone cercheranno di mantenere un senso di sicurezza in modi inutili. Ad esempio, pensando di essere nel giusto, o essere migliore, o possedere qualcosa, e così via, sono tutti modi in cui le persone possono cercare un senso di sicurezza nella propria identità personale, eppure, tali modi sono una micro forma di violenza perché comporta il rendere “altro”. Nel corso del tempo, tali micro violenze possono sviluppare un quadro concettuale che permette od incoraggia una violenza molto più ampia, compresa la violenza fisica.
Man mano che vedremo più dolore nel mondo e sentiremo che le cose peggioreranno, è possibile che ci vorremo sottrarre da esso.
È più facile considerare il dolore di altre persone meno valido del proprio dolore, o di quello delle persone e degli animali domestici che conosciamo.
Ma c’è un altro modo. La sofferenza degli altri ci offre l’opportunità di sentire ed esprimere amore e compassione. Non per salvare o riparare, ma per essere aperti a percepire il dolore di tutti gli altri e lasciare che trasformi il modo in cui viviamo nel mondo.
Non c’è bisogno di arrivare alla paralisi o depressione, ma ad essere pienamente presente alla vita in ogni momento, comunque si manifesti.
Questo approccio è l’opposto del rendere “altro” e nasce da una mentalità amorevole, dove sentiamo compassione universale per tutti gli esseri. È l’Amore la cosa a cui la nostra situazione climatica ci invita a connetterci. È l’Amore nel Profondo Adattamento.
Pertanto, nel nostro lavoro con gli altri sull’adattamento profondo , desideriamo perseguire e consentire risposte amorevoli alla nostra situazione. Ogni interazione offre un’opportunità di compassione.
Può sembrare difficile quando sembra che qualcuno stia cercando di criticare la tua opinione, forse perché preferiscono vedere il collasso improbabile o l’estinzione umana come certa. Ma tornare alla compassione, anche se ci allontaniamo da essa nel momento, ci fa sentire un modo importante di vivere la nostra verità. Ed è qualcosa che possiamo fare in qualsiasi momento.
Come recentemente spiegato dalla leadership coach Diana Reynolds, “l’incredibile rivoluzione compassionevole inizia qui, inizia ora”.
Poiché questo argomento riguarda questioni di mortalità, impermanenza, insicurezza ed incontrollabilità, tutti coloro che si trovano a percorrere la propria strada stanno vivendo molte risposte emotive forti, che possono essere turbolenti, opprimenti, estenuanti come anche energizzanti o vivificanti.
Spesso queste emozioni ci influenzano, compresi noi stessi e i nostri colleghi, in modi di cui potremmo non essere consapevoli.
Pertanto, nel piccolo team che lavora nel Deep Adaptation Forum e nel più ampio gruppo di volontari, ci invitiamo l’un l’altro a considerare tre principi:
  • Ritorno alla compassione. Cercheremo di tornare alla compassione universale in tutto il nostro lavoro e di ricordarci a vicenda di notare in noi stessi quando rabbia, paura, panico o insicurezza possono influenzare i nostri pensieri o comportamenti. È anche importante ricordare di prendersi cura di noi stessi, soprattutto quando l’urgenza della nostra situazione può facilmente portare all’esaurimento.
  • Ritorno alla curiosità. Riconosciamo di non avere molte risposte su specifiche questioni tecniche o politiche. Piuttosto, il nostro obiettivo è quello di fornire uno spazio e un invito a partecipare al dialogo generativo che si fonda sulla gentilezza e sulla curiosità.
  • Ritorno al rispetto. Rispettiamo le situazioni delle altre persone che potrebbero reagire in qualsiasi modo alla nostra situazione allarmante, cercando nel contempo di costruire e curare spazi che possano nutrire un Profondo Adattamento.
Speriamo che tutti noi nel team continuiamo a fornire informazioni utili, evitare la negatività ed invitare tutti a impegnarsi nello stesso modo.
Ci scusiamo in anticipo per ogni volta in cui non sembriamo vivere questi principi.
Se desideri aiutare finanziariamente il team e disporre di un piccolo fondo per tale supporto, vienici a trovare al Biomercato.
Se desideri fare volontariato con noi, ti preghiamo di iniziare unendoti al gruppo fb Italian Deep Adaptation https://www.facebook.com/groups/416840605574332/
I professori Jem Bendell e Katie Carr conducono insieme ritiri e corsi di leadership relativi all’adattamento profondo, presso l’Università della Cumbria.
La foto è della scultura intitolata “Love” , creata dell’artista Ucraino #AlexanderMilov ed è stata presentata al festival #BurningMan 2015. Raffigura due adulti #wireframe con i loro bimbi interiori che si tendono l’uno verso l’altro, a simboleggiare la purezza e la sincerità. Foto scattata da @teamwoodnote ed utilizzata qui con ‘creative commons license’.
Traduzione: Febbraio 2020 Mrzamp Ampino   (Benessere Animale Collateral Healings International C.I.C.) e  revisione\rilocalizzazione Glauco Venturi  

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