Primi incontri del per-corso Ceat 2016

Primo incontro:

Picco del Petrolio ?
Ma quale Picco, quà l’oro nero non è mai costato così poco ?
Viviamo in un periodo caotico dove spesso è vero tutto e il contrario di tutto, per cui siamo sballottati da un idea all’altra, da cosa fare e cosa non fare.

terraDurante il per-corso analizziamo il problema dei picchi (Petrolio, Clima e non solo), dalla consapevolezza per l’umanità data da quella foto di una “palla d’acqua” sola nello spazio, a quello che ci ha “predetto” il Club di Roma, da cui poi sono nati i primi movimenti ambientalisti, e così passiamo continuamente da momenti di pessimismo a ottimismo, da quello che ci mancherà alle opportunità che si manifesteranno, da rassegnazione a voglia di cambiamento.Ceat 9 1_1

Non siamo soli e lo scopriamo conoscendoci meglio, ma anche raccontando e soprattutto facendo raccontare le nostre storie e alcuni nostri sogni, le sinergie sono forti e la consapevolezza già molto radicata in tutti i presenti, e probabilmente grazie a questi “scossoni” emotivi e informativi si fa sentire anche la nostra resistenza, resistenza che ormai è già Resilienza, ma che deve essere approfondita ancora un po, per poi trovare qualcosa che va oltre i soli nostri Pensieri, quando cioè oltre la Testa ci metteremo anche il Cuore e poi le Mani…
Le idee di quello che potremmo fare sono tante e fresche e per diventare reali e crescere hanno solo bisogno di cura, amore e comunità ….

Ceat 9 1_2Alla fine dell’incontro qualcuno dice che normalmente a scuola e all’università queste cose non vengono approfondite e molti di noi non si rendono conto che ormai sono passate già da un po le 23 e che è il momento di andare a dormire e far sedimentare tutti questi stimoli, buoni segnali che come facilitatori di SLiT cercheremo di raccogliere e utilizzare al meglio per i prossimi incontri.

 

Secondo incontro:

Come se non bastassero gli stimoli, al nostro secondo ritrovo ce ne ingozziamo tanti altri, partiamo subito con l’analizzare i possibili scenari che potrebbero svilupparsi in una fase che ormai tutti consideriamo di cambiamento, vediamo oggi tanti segnali che ci fanno pensare che il cambiamento è in atto ma non si capisce quale degli scenari possibili avrà il sopravvento, l’esplosione tecnologica ? il collasso !? O futuri più auspicabili basati sulla sostenibilà ? Come un futuro di decrescita energetica ? Analizziamo così questa teoria che per molti è basata su una parola poco felice, che ha un accezione solitamente infausta, ma che comunque piano piano ci guida a farci riscoprire valori, emozioni, sofferenze e gioie dimenticate o assopite.Ceat 9 2_1

Infatti parlandone ci rendiamo conto che si potrebbe vivere una vita emotivamente più ricca e in equilibrio, dovremmo avere meno cose ma più importanti, essere più creativi, lavorare meno ma tutti, con una ricchezza più distribuita e solidale, imparare a stare meglio insieme, condividere spazio e tempo aumentando le relazioni reali, magari autoproducendo quello che ci serve e facendo riuso e riciclo, quindi sprecando meno, rallentando così dei ritmi che hanno poco di naturale.

Per capire meglio facciamo un gioco, quello del gomitolo,Ceat 9 gomitolo

dove ognuno è un soggetto di un bosco ed è collegato agli altri da una fitta rete di interconnessioni, tanto più questa è fitta e tanto più è resistente a eventuali catastrofi di origine naturale “o” umana, questa è Resilienza, ce la insegna la natura e può essere rappresentata in tantissimi modi, ma gli attacchi che ad un certo punto rappresentiamo con le catastrofiche forbici che piano piano tagliano i fili della rete, fanno collassare il sistema prima se le connessioni sono poche, condizione in cui oggi viviamo …

E così parliamo di un altro importante concetto espresso da un’altra parola difficile: “Rilocalizzazione” e di come è connessa a tutto quello che abbiamo detto e ad altro ancora e così aumenta sempre più la profondità di alcuni ragionamenti che abbiamo condiviso…

Imparare a cambiare idea e mettersi in discussione, sapersi reinventare, saper accettare con tranquillità che la sofferenza fa parte della vita, vivere in leggerezza, non giudicarsi, vedere la realtà intorno a noi in modo diverso e con piacere, essere interconnessi, passare parola…Ceat 9 2_2

E non solo le parole che usiamo sono complesse e a volte non adatte, ma ad un certo punto non troviamo più neanche i vocaboli per esprimere quello che vogliamo e che ci servirebbe per essere più resilienti e locali, ma soprattutto più felici, e questo è il segno che da adesso dovremo iniziare ad usare anche un altra nostra parte molto importante oltre alla Testa e cioè il Cuore, il modo più immediato per esprimere sensazioni che per iscritto forse è impossibile trasmettere correttamente.

A questo punto siamo così stanchi per la fatica di riemergere dalla “profondità” a cui siamo arrivati, che con “addirittura” un minuto di anticipo,  ci lasciamo per andare a dormire, Grazie.

Riccardo

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