Telecronaca interramento tubo

Il capocantiere insegna come piantare i pali

(Qui sopra c’e’ Marino che insegna come piantare i pali, non abbiamo foto dell’impresa dell’interramento del tubo, chi le avesse  e’ pregato di inviarle a sanlazzarointransizione at gmail.com)

TELECRONACA DI SALVATORE

E’ cominciata bene, giornata per fortuna non piovosa ma anzi con la
sorpresa del sole e di una temperatura mite. Parto da casa con l’idea
di arrivare un po’ in anticipo, arrivo al circolo Arci ed il
parcheggio è murato ! Dopo un giro lento e inutile per trovare un
posto improbabile, sono costretto ad uscire per cercare qualcosa
fuori; al semaforo vedo Alberto che sfreccia in direzione del parco
armato di forcone e di stivaloni ai piedi. Bene, almeno uno che
partecipa c’è !
Trovo parcheggio e mi avvio verso l’orto, da lontano vedo due
gruppetti, uno vicino al recinto, l’altro al tombino del collegamento
dell’acqua. Mi avvicino e, con grande meraviglia, vedo lo scasso
fatto – abbiamo poi appurato – dal mitico Marino: è perfetto, dritto,
senza sbavature, senza storture, senza ammassi di terra ai suoi lati
bensì….. dei blocchi di terra ed erba appoggiati tutti ordinatamente
di fianco ad un lato dello scasso !
Cerco di capire che fare, qualcuno tira fuori il tubo da stendere,
incominciamo, tu tieni qui al tombino e tu srotoli verso l’orto e già
ci stiamo incartando perché il tubo non si svolge facilmente e fa le
sue onde dure a morire, quando rispunta il mitico Marino e ci fa
cambiare tutto: quello che teneva il rotolo ora tira il capo del tubo
verso il recinto, l’altro, al tombino, srotola ma… e qui
l’esperienza del Marino viene ancora fuori, ci fa mettere il manico
di una zappa all’interno del rotolo, così – in effetti – non si è
costretti ad affrontare le onde dello srotolamento, e allora si va via
più spediti e con meno intoppi.
Una volta posato il tubo, gli si dà una “pestata” leggera sul fondo
dello scasso, poi si comincia a rimettere giù le zolle di terra ed
erba precedentemente estratte dal terreno. Si gioca di brutto col
fango, solo alcuni hanno i guanti e poi bisogna compattare le zolle
una volta riposizionate nel terreno, e con la terra bagnata che si
attacca alle suole le scarpe diventano dei macigni ingombranti. Però
è divertente.
Alla fine ci troviamo con delle zolle che “crescono” ! Forse siamo
stati troppo larghi, ma non ci sfiora proprio l’idea di togliere e
rimettere tutte le zolle ! Quelle che sono rimaste sul terreno le
portiamo al recinto e le fessure che si intravvedono le colmiamo con
la terra che è rimasta di fianco al tracciato dello scasso, ripassando
per la sua lunghezza con il rastrello.
Il tutto ha richiesto un’ora buona… di quante persone ? Non conosco
tutti i nomi, Beppe, Andrea, Gianni, Alberto, Luisa, Marino, Luca, ma
poi c’erano altri ragazzi e almeno due bambini… oltre ai curiosi ed
ai lombrichi che abbiamo trovato in abbondanza !

BENE, CI VEDIAMO IL 7?

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: