Mi faccio il pane: com’è andato il primo dei 2 incontri

Sabato 28 gennaio al Centro Malpensa si è tenuto il primo dei due incontri su “Mi faccio il pane” organizzato da noi di San Lazzaro in Transizione.

Dalle richieste di informazioni ricevute avevamo capito che c’era un grande interesse per l’argomento tuttavia non ci aspettavamo una partecipazione così numerosa (circa 30 persone) e così attenta.

Inizialmente Silvia ha brevemente introdotto i concetti fondamentali della transizione, concentrandosi in particolare sulla necessità di riavvicinarsi alle tradizioni e all’abitudine di creare con le proprie mani. Ci è sembrato quindi naturale iniziare dall’autoproduzione di un alimento base come il pane.

Nessuno di noi è un esperto panificatore e il nostro non voleva essere pertanto un corso vero e proprio ma piuttosto uno scambio di opinioni, esperienze e ricette.

L’incontro si è articolato in varie fasi: degustazione di diversi prodotti da forno portati da organizzatori e partecipanti (pani, pizza, biscotti), esposizione delle ricette (ingredienti e procedimento) e spazio aperto a osservazioni e domande.

Particolare cura è stata rivolta al metodo di panificazione con la pasta madre in quanto più si avvicina ai temi della Transizione: è un lievito naturale, può essere mantenuto nel tempo rinnovandolo autonomamente di volta in volta con una procedura denominata “rinfresco” e infine può essere “spacciato” ovvero condiviso tra aspiranti panificatori.

Abbiamo cercato di rispondere ai numerosi quesiti su come si effettua il rinfresco, sulle proporzioni tra pasta madre e farina, sulla temperatura del forno e sul problema del sapore un po’ acido che, a volte, ha il pane e che lo rende poco gradito soprattutto ai bambini. Particolarmente interessante è stata la risposta a quest’ultima domanda anche perché la soluzione è venuta da un partecipante (Francesco, lo “spacciatore” del Farneto) che ci ha suggerito di inserire nell’impasto dei semi di sesamo.

Francesco, da chimico, ci ha dato anche alcune interessanti spiegazioni tecniche sulle reazioni che avvengono durante la lievitazione.

Infine abbiamo donato tutte le dosi di pasta madre a nostra disposizione a chi era interessato ad intraprendere l’esperienza del pane fatto in casa, con la speranza che chi le ha ricevute non perda l’entusiasmo e le conservi come un piccolo tesoro.

E’ stato un pomeriggio molto bello di condivisione: ci siamo trovati di fronte ad un gruppo attento di persone curiose ma soprattutto pronte a condividere esperienze, trucchi e saperi (e questa è la cosa più gratificante).

Noi ci abbiamo messo entusiasmo, amore e condivisione: l’entusiasmo e la soddisfazione di farsi le cose da soli, l’amore per le cose buone e genuine e la condivisione del lievito madre.

Sarebbe una grossa soddisfazione sapere che qualcuno, appena arrivato a casa, si è subito messo all’opera. E chissà se al prossimo incontro ci sarà qualcuno che ci mostrerà i risultati dei suoi esperimenti.

Nel secondo incontro, previsto per sabato 24 marzo, faremo il pane con la pasta madre o il lievito di birra e farine biologiche a Km 0.

 

Gianni Mancini

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