Un forno per la comunità un forno per fare comunità

Immaginate che ci sia un forno a legna accanto alla chiesa di
San Lorenzo del Farneto
Immaginate che questo forno venga acceso almeno tutte le Domeniche mattina, immaginate poi
di trovarvi davanti a questo forno con altre persone a parlare piacevolmente mentre aspettate
che il vostro pane, torte e biscotti siano cotti.
Abitiamo al Farneto, vorremmo che questa nostra idea potesse realizzarsi, perché crediamo
che oggi più che mai occorra far crescere i momenti d’incontro nella comunità, per aumentare
la conoscenza reciproca la solidarietà e lo scambio dei saperi, perché il recupero di una
antica e fondamentale tradizione come quella di fare il pane possa essere un passo verso un
urgente e necessario cambiamento della nostra società e nelle nostre relazioni. Ne abbiamo
bisogno, oggi più che mai.
Nella speranza di poter condividere con
voi questo nostro progetto vi invitiamo
ad un incontro per il giorno 20 gennaio
2012, al Centro Salmi, presso la chiesa
di San Lorenzo, al Farneto, San Lazzaro
di Savena, ore 21.
Per sostenere economicamente il progetto attualmente chiederemo a chi intenderà
partecipare una preadesione (impegno volontario a versare una quota) che si dovrebbe poi
concretizzare al momento della realizzazione pratica del forno che stimiamo potrà avvenire
entro primavera 2012.
http://fornodelfarneto.wordpress.com
per informazioni e richiesta di adesioni rivolgersi a
Francesco Marzolo 334 3098100
Valentina Maltoni 366 3373500
Ornella Battaglia 335 6892909
Don Paolo Dallolio 339 4868703

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14 Responses to Un forno per la comunità un forno per fare comunità

  1. ermanno bitelli ha detto:

    Sarei interessatissimo anche perchè abito vicino. Purtroppo non c’è nessuna possibilità di rinnovamento se l’iniziativa si svolge vicino o nell’ambito di una chiesa. Evidentemente gli oratori non tirano più e la chiesa anzichè svolgere decentemente il suo magistero volge lo sguardo altrove

    • francescomarzolo ha detto:

      Buongiorno. Le dirò che potrebbe avere ragione. Tenga conto però che, per questo caso specifico, l’iniziativa viene dalla base, non è pilotata, e in particolare viene da persone che non sono frequentanti. Ossequi.

  2. glaucodona ha detto:

    ma, il primissimo Transition Talk l’ho organizzato circa 3 anni fa nella chiesa di San Francesco, ma solo perche’ era vicino casa mia 🙂
    Diciamo che sarebbe meglio parlare a voce di questi argomenti, via mail/blog e’ molto facile fraintendersi e creare immediatamente delle fratture sanabili con un dispendio di energia che sarebbe meglio usare in maniera piu’ costruttiva, possiamo vederci il prossimo 29 gennaio qui, NON sotto il tetto di una chiesa:-)
    https://sanlazzarointransizione.wordpress.com/2012/01/13/crisi-economica-come-opportunita-di-cambiamento/

  3. silvanoventura ha detto:

    Caro Ermanno,come saprai, il movimento di transizione non è un movimento religioso, ne un partito politico, ma un movimento culturale trasversale a tutti i soggetti che compongono la complessa società della quale facciamo parte. Abbiamo bisogno di tutti e tutti hanno bisogno di acquisire consapevolezza ed approfondire le conoscenze relative ai temi trattati dalla transizione. Le sensibilità verso le tematiche trattate dalla transizione, non hanno “un credo religioso” o “una bandiera politica”, ma riguardano tutti i cittadini. I gesti concreti che possiamo fare insieme, per quanto realizzati, come nel caso del forno, all’ombra di un campanile, non hanno quindi una “connotazione” o un “credo” al quale fare riferimento.
    Insomma, penso che quando il forno sarà realizzato, chiunque potrà andare a cuocere il pane ed a “socializzare” al forno del Farneto. Mussulmani e comunisti , compresi 😉
    Silvano Ventura

  4. Deanna ha detto:

    Ciao. Posso chiedervi chi è il proprietario del forno e se si trova su terreno comunale? siete già in contatto con l’ausl?
    Vi spiego la mia curiosità è dettata dal fatto che esattamente 2 anni fa ho presentato al mio comune di residenza (Casalecchio) un progetto di forno comune.. l’idea è tanto piaciuta all’Assessore da farmelo presentare formalmente (ho pure un numero di protocollo), ma poi per mancanza di soldini per la ristrutturazione del forno il progetto è fermo (o sepolto?). La delusione è tanta perchè la volontaria fornaia (già collaudata) sarei dovuta essere io..
    In bocca al lupo!
    Deanna

    • alberto piras ha detto:

      ciao Deanna, noi cerchiamo di proporre dei progetti di ” azionariato popolare”, sono gli stessi cittadini utilizzatori a dover finanziare l’intervento. Questo crea responsabilità e condivisione. Lo abbiamo già fatto per l’impianto fotovoltaico sulle scuole elementari fantini sempre finanziato dai cittadini ( vedi comunità energetica sempre su san lazzaro in transizione). Comunque se verrai a fare il pane da noi sarai la benvenuta, anzi organizziamo insieme un corso a forno fatto.
      Alberto

  5. alberto piras ha detto:

    Deanna dimenticavo….. il proprietario del terreno è una parrocchia, il comune ci dà il patrocinio e ci sbriga tutte le pratiche burocratiche di progettazione, rapporto con gli enti quali ausl ed ente parco ( parco dei gessi).
    Alberto

  6. Giorgio Boschi ha detto:

    Giorgio Boschi scrive:
    Rispondo al sig. Ermanno Bitelli per fargli presente che pur abitando vicino NON conosce le realtà parrocchiale del Farneto e delle Parrocchie limitrofe.
    La sua affermazione che “””Purtroppo non c’è nessuna possibilità di rinnovamento se l’iniziativa si svolge vicino o nell’ambito di una chiesa. Evidentemente gli oratori non tirano più e la chiesa anziché svolgere decentemente il suo magistero volge lo sguardo altrove””” è offensiva e priva di ogni fondamento. Intanto perché le persone che hanno proposto la realizzazione di un forno hanno potuto muoversi in un contesto (la Parrocchia di San Lorenzo del Farneto) di accoglienza, di apertura al territorio e di disponibilità al nuovo e al bello. In secondo luogo l’affermazione sugli oratori è del tutto gratuita, poiché lei non conosce l’attività svolta dall’Oratorio che opera presso la Chiesa di San Carlo (stessa Parrocchia), tutti i sabati pomeriggio (purtroppo in locali non idonei), ma che riscuote l’adesione e l’entusiasmo di oltre 60 ragazzi e delle loro Famiglie. L’attività ludico-educativa e le belle iniziative lì svolte coinvolgono bambini, educatori e genitori in un progetto educativo condiviso dalla Comunità tutta. Un esempio: domenica 5 febbraio, nel pomeriggio, al Centro sociale “Tonelli” i bambini dell’oratorio di San Carlo rappresenteranno (nell’ambito delle Giornate per la Vita”) un “musical” aperto a tutti gli abitanti del territorio. Questa è solo l’ultima iniziativa! Mi rattrista poi il fatto che abitanti del Farneto (…), dicano che Lei “potrebbe avere ragione” e la tranquillizzano perché “l’iniziativa viene dalla base, non è pilotata, e in particolare viene da persone che non sono frequentanti”, …la chiesa. Rispondo anche a tali farnetani ricordando loro che ….. se la memoria e la vista non mi tradiscono…. fra i promotori del forno c’è il Parroco don Paolo Dall’Olio e, fra coloro che vorrebbero aderire al progetto, ci sono diversi Parrocchiani, FREQUENTANTI, la Chiesa come me!
    Non intendo dilungarmi oltre, le segnano soltanto l’Oratorio “San Marco” della Parrocchia di San Lazzaro e quello degli “Amici di San Francesco” della Parrocchia omonima, presso i quali nei giorni feriali si svolgono attività ricreative ed educative, non ultima quella del supporto compiti. Anche qui bisogna andare a vedere e ci si renderà conto che le Chiese locali svolgono molto bene il magistero che è stato loro assegnato. Resto a disposizione per fornire ogni chiarimento in merito.

    • silvanoventura ha detto:

      Gentile Giorgio
      vorrei brevemente intervenire sulla risposta da Lei scritta per il Sig Ermanno ed alla quale io ho dato l’approvazione per la pubblicazione. Non entro nei contenuti da Lei descritti sulle belle iniziative realizzate con il contributo della parrocchia e di Don Paolo, che sono certo, hanno l’approvazione di tutti.. Sono però rimasto sconcertato dal tono “piccato” da Lei utilizzato nei confronti del Sig Ermanno e di altri che hanno risposto. L’unica spiegazione che mi sono dato, è che si senta minacciato da chi espone opinioni da Lei non condivise . La parola “comunità” alla quale Lei stesso più volte si riferisce, è di per sé un termine “inclusivo”, che prevede un’accoglienza ed un ascolto, anche di opinioni diverse, senza sentirsi “offesi”. Tanto più, se come Lei, si afferma, orgogliosamente, di essere cattolici frequentanti . Come già detto, abbiamo bisogno di tutti e tutti dobbiamo re-imparare a condividere. Non solo cose e progetti, ma anche idee ed opinioni, per trovare punti di incontro e non elementi di divisione.

  7. Giorgio Boschi ha detto:

    Giorgio Boschi, scrive:
    Gentile Silvano,
    mi spiace che lei si soffermi alla forma e non entri nel vivo delle questioni sollevate dal sig. Ermanno.
    In sintesi ad essere offeso non sono io, ma LA VERITA’ DEI FATTI!
    Le chiedo cortesemente di non fare nessun “processo alle mie intenzioni”, per giustificare una posizione indifendibile.
    Ho ben presente cosa significa essere, vivere e fare Comunità e soprattutto cercare di spezzare il pane ed il proprio tempo per chi si trova in forte disagio economico e sociale (cfr. Centro di ascolto).
    La saluto cordialmente e semplicemente dicendole che “la Parrocchia è l’intero popolo di Dio, non è dunque solo la chiesa ed il campanile”.
    Con queste coordinate tutti potremo camminare uniti per il bene comune!

  8. silvanoventura ha detto:

    Grazie mille Giorgio della Sua gentile e stavolta più serena, risposta Non ho alcun dubbio che Lei abbia tutti i titoli e le competenze per sapere cosa significa Fare Comunità e di certo non era mia volontà fare alcun processo alle Sue intenzioni e non volevo altro che ricordarLe che la comunicazione è fatta si di contenuti, ma anche di modi, di forma appunto. Non conosco personalmente ne Lei ne il Sig Ermanno, ma credo che sia compito di ognuno dei componenti di una Comunità, quello di cercare un punto di incontro per “fare insieme, per il bene di tutti”, parrocchiani e non. Perché , Lei da credente me darà atto, tutti, ma proprio tutti, siamo il popolo di Dio.

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