Il bene comune e le “primavere della storia”

Ieri sera sono andato alla conferenza di Roberto Mancini “Per un’altra politica: scegliere il bene comune” ,
organizzata dal GASBOSCO nelle Sale del Quartiere Savena a Bologna .

Visti i tanti impegni serali e il desiderio di avere più tempo per me e per la mia famiglia, non ero tanto convinto di partecipare .  Poi un email di Oscar e un altro di Glauco mi hanno dato la spinta necessaria per lasciare le pantofole ed incamminarmi verso il quartiere Savena !

Devo dire che se non ci fossi andato mi sarei perso qualcosa di veramente bello, profondo e illuminante !
Durante la conferenza ero incantato di fronte a questo professore di filosofia che parlava con un linguaggio molto chiaro e semplice e riusciva a trasmettere una quantità di informazioni impressionante con una incredibile leggerezza .  Ma non è stata soltanto la quantità delle cose che ha detto nelle 2 ore del tempo che ci ha dedicato ad avermi colpito, ancora di più è stata la qualità delle sue sintesi e delle sue riflessioni !

Vorrei riportare alcuni dei concetti che sono riuscito ad appuntarmi e che mi sembrano particolarmente significativi per comprendere meglio il percorso che stiamo seguendo con la transizione .

Per Mancini, la crisi che stiamo vivendo in questo momento è anche e soprattutto una crisi di giustizia.  Per la prima volta nella storia, abbiamo basato la nostra società occidentale (ed ora anche mondiale) sulla competizione continua: la competizione tra le aziende, tra le persone, tra i politici, tra gli stati è una regola universalmente riconosciuta alla quale ben pochi si sottraggono.   Ma come può prosperare una società basata su questo presupposto? E come può portare alla felicità dei suoi cittadini?
In una società basata sulla competizione si creano degli squilibri sempre più grandi: tra i ricchi ed i poveri, tra chi ha l’accesso all’istruzione e chi no, in definitiva tra chi vince e chi perde.
Se, ad esempio, si portassero gli stessi criteri all’interno di una famiglia, la famiglia stessa si dissolverebbe in poco tempo (come spesso avviene, d’altronde).
Quindi abbiamo bisogno di rifondare tutto il sistema su una maggiore giustizia .  Non abbiamo bisogno di continuare la crescita del PIL, ma abbiamo bisogno di uno sviluppo della democrazia basata sul rispetto incondizionato della dignità umana  e su una politica che si serva del “metodo” (inteso come “strada”) della giustizia, intesa come strumento che sana gli squilibri attuali.

In Italia abbiamo diversi ostacoli allo sviluppo di questo tipo di democrazia: il realismo (mantenimento del potere basato sui rapporti di forza), il particolarismo (la forte tendenza ad affermare la propria identità in contrapposizione agli altri), mentalità gerarchica (bisogno del capo), il cattolicesimo “infedele” (chi si professa cattolico per poter arrivare al potere, pur avendo valori completamente diversi).

Nonostante queste difficoltà, abbiamo una grande possibilità di cambiamento soprattutto se prendiamo in esame  le “primavere della storia” .  Sono quei momenti della storia come la fine dell’apartheid in Sud Africa e l’indipendenza dell’India con il metodo della non-violenza .
Analizzando quei momenti ci possiamo ritrovare degli elementi comuni che sono assolutamente replicabili in altri momenti e in altri contesti:

  1. Intelligenza della speranza
    Non significa essere ottimisti.  Significa saper vedere oltre l’esistente.  Saper costruire una visione positiva del futuro che ci dia speranza e ci permetta di prenderci la responsabilità in prima persona per la costruzione di una nuova società.
  2. Avere un metodo (una strada da seguire)
    • Imparare a leggere la realtà (meno TV, informarsi, studiare, …)
    • Associarsi, ritrovarsi insieme, condividere idee e progetti
    • Spostarsi, non stare al centro, andare verso i margini, verso i più deboli e costruire risposte di auto-aiuto sociale.  Non aspettare che siano le istituzioni a muoversi ed a risolvere i problemi.  In questo modo il gruppo o la comunità diventano più forti ed hanno la capacità di confrontarsi con le istituzioni senza il rischio di essere manipolati o inglobati.
  3. Persone integre
    Le primavere della storia sono costruite da persone integre e in armonia con se stessi e con gli altri.  Sono persone capaci di stare in silenzio, di avere momenti di meditazione, di ascoltarsi e di ascoltare gli altri.  Non sono persone scisse come spesso accade nella politica attuale.
    In un frase possiamo dire che “la prima azione politica è coltivare se stessi”.

Beh, che ne dite?  Non vi sembra che ci siano tante affinità con il “metodo” delle città di transizione ?
Lavorare “con” e non “contro”, favorire la collaborazione, prestare attenzione ai “margini” dove accadono le cose più interessanti e creative, associarsi, ricreare la comunità, informarsi e condividere le informazioni, favorire una visione positiva del futuro, prenderci la responsabilità di costruire il nostro futuro, favorire la propria “transizione interiore”: tutti aspetti fondamentali dell’avventura che stiamo vivendo insieme !

Spero vivamente che ci siano altre occasioni di incontro con Roberto Mancini … potrebbe anche essere il 12 e 13 novembre a Macerata, dove Stefano e Massimiliano faciliteranno diverse attività con i metodi della transizione .

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9 Responses to Il bene comune e le “primavere della storia”

  1. […] sera un incontro molto interessante con Roberto Mancini (il professore di filosofia … non l’allenatore di calcio ) che mi fa piacere […]

  2. […] sera un incontro molto interessante con Roberto Mancini (il professore di filosofia … non l’allenatore di calcio ) che mi fa piacere […]

  3. Giorgio ha detto:

    Grazie per il “riassunto”. Condivido la visione della carenza di giustizia, proprio quell’aspetto che più di ogni altro ha contraddistinto e fatto emergere quasi come faro l’occidente del passato da altre società sta diventando la carenza più grande. Chi ha i soldi o il potere fa a meno delle regole o si fa le sue e gli altri soccombono. Occorre reimparare a stare insieme e condividere le regole e certamente le proposte di Transizione aiutano a ricostruire ciò che gli ultimi decenni hanno distrutto.

  4. pat ha detto:

    beh, mi sembra che questo “metodo” abbia una certa coincidenza anche con quanto sosteniamo noi del Movimento Zeitgeist Italia!
    spero proprio che certa consapevolezza si allarghi sempre di più e sempre più realtà adottino un simile “metodo” tra i fondamenti delle proprie proposte, ne potrebbe venire solo del bene . 🙂

  5. Francesco Burroni ha detto:

    Sì, è stata veramente una bella serata, molto coinvolgente, quasi da far venire i brividi mentre Roberto parlava, anzi, narrava una storia nella quale ci sentiamo dentro anche noi.
    Abbiamo parecchi libri di Roberto, se qualcuno vuole approfondire i suoi temi basta dirlo a me (Francesco) oppure a Stefano.
    Si può seguire Mancini anche su Altraeconomia o nei convegni di Macondo, o in milla altri modi, è veramente un grande !!!
    Francesco (GasBosco)

  6. […] lettura del post scritto da Massimo Giorgini di Transition Italia che puoi trovare a questo link https://sanlazzarointransizione.wordpress.com/2011/11/05/il-bene-comune-e-le-primavere-della-storia/ . Il post di Giorgini riassume un interessante incontro nel quale il filosofo Roberto Mancini ha […]

  7. […] Articolo Il bene comune e le “primavere della storia” preso dal blog: sanlazzarointransizione […]

  8. silvia ha detto:

    Ciao
    condivido pienamente il resoconto molto fedele di Massimo che rievoca lo spirito che ci ha attraversato durante la serata…illuminante, riscaldante speranza che nasce dal cuore che ti da il coraggio di vivere la realtà e a affrontare con dignità qualsiasi cosa fiduciosi che non è per “distruggere” ma x costruire un mondo migliore…un uomo migliore, qualsiasi cosa accada!
    Emozionante!
    Silvia

  9. […] pubblicazioni e collabora con varie riviste (tra cui “Servitium” e “Altraeconomia”). https://sanlazzarointransizione.wordpress.com/2011/11/05/il-bene-comune-e-le-primavere-della-storia/ se avete difficoltà di accesso al link in sintesi: Per Mancini, la crisi che stiamo vivendo in […]

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